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Maggio 5, 2019
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Chi ha fatto lavori di ristrutturazione nel 2019 o ha intenzione di farli quest’anno, può avere anche il bonus per i nuovi mobili. Basta pagare con strumenti tracciabili e conservare la fattura. Non perde la detrazione chi non invia  la comunicazione all’Enea per gli elettrodomestici.

Lavori e importo massimo

La detrazione è riconosciuta in 10 rate annuali di pari importo su un ammontare massimo di spesa di 10.000 euro per ciascun immobile ristrutturato, a prescindere dall’ammontare dei lavori. Il tetto è unico anche se la spesa viene fatta in due anni. Spetta, quindi, a chi ha fatto interventi nel 2019, o lo avvierà quest’anno. Si deve trattare di lavori edilizi veri e propri, oppure di installazione di caldaie e condizionatori, mentre il bonus – come ricorda la Guida – non è riconosciuto in caso di installazione di inferriate o impianti di allarme né per la realizzazione di nuovi box. In compenso la detrazione può essere usufruita anche se i beni acquistati sono destinati ad un ambiente diverso dello stesso immobile, per cui ristrutturando il bagno si può detrarre la nuova cucina, e così via. Agevolazione anche quando l’intervento viene effettuato solo su una pertinenza e per chi acquista case ristrutturate da impresa. Unica condizione è che i lavori siano stati avviati prima dell’acquisto dei mobili, anche se i mobili possono essere ordinati e pagati in anticipo. In caso di edilizia libera basta per questo un’autocertificazione.

Mobili ed elettrodomestici

Quanto alla tipologia dei beni, rientrano nell’agevolazione divani e poltrone, letti e materassi, armadi e librerie, tavoli e sedie, lampade e lampadari. Tra gli elettrodomestici frigoriferi e congelatori, stufe elettriche, forni a microonde, lavatrici, asciugatrici e lavasciuga. A questo proposito la Guida ricorda che anche se le norme prevedono la comunicazione all’Enea in caso di acquisto di elettrodomestici, il mancato invio dei dati non fa perdere il diritto alle detrazioni.

Pagamenti e divisione delle spese

I pagamenti vanno eseguiti con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Oltre la fattura occorre conservare la ricevuta del pagamento. Poiché non è richiesto il bonifico dedicato alle ristrutturazioni, anche chi ha fatto lavori lo scorso anno e comprato dei mobili senza sapere dell’agevolazione può averla quest’anno.

Attenzione però al fatto che il bonus spetta esclusivamente a chi gode della detrazione per ristrutturazione, per cui, ad esempio, se l’anno scorso il marito ha pagato la ristrutturazione e la moglie i mobili, in teoria la detrazione non spetterebbe a nessuno dei due. Per fortuna, però, ci si può ancora organizzare. Infatti dal momento che ha diritto alla detrazione per ristrutturazione anche il proprietario che non ha effettuato il pagamento a patto di annotare in fattura di aver contribuito alla spesa, nel nostro caso basta che la moglie annoti di aver pagato in parte le spese e potrà poi detrarre tutti gli arredi.

Se si vende la casa ristrutturata e arredata

Buone notizie anche per chi dovesse vendere l’immobile ristrutturato e arredato: il bonus non si trasferisce in caso di cessione dell’immobile, per cui il venditore potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione non utilizzate anche se l’abitazione è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo per usufruire del bonus.

Fonte la Repubblica.it

Il punto nella nuova Guida del’Agenzia delle entrate

di ANTONELLA DONATI

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